31 maggio 2016

I nostri consigli

Difficile non restare affascinati da Mazie Phillips, grande cuore, corpo esuberante, passione sfrenata per la vita, libera da ogni conformismo. Di giorno nel gabbiotto del Cinema Venice a vendere biglietti, a osservare la gente. Di notte per le strade in cerca di avventure, buone bevute e un modo per dimenticare le fatiche della vita. Tutti conoscevano Mazie Phillips, era la regina del quartiere, perché aveva sempre una parola, una sigaretta, un goccio di liquore o qualche centesimo per tutti i barboni, i poveri, i diseredati che pullulavano nelle strade di New York City negli anni della Grande Depressione e del proibizionismo. Mazie Phillips dal cuore misericordioso è parte della storia di New York; una storia, la sua, quasi dimenticata, che Jami Attenberg con empatia e una scintillante immaginazione ha saputo salvare dall'oblio.
Jami Attenberg, Santa Mazie, Giuntina 2016

Siamo nella provincia costiera inglese. Una bambina di nove anni viene falciata da un automobilista mentre torna da scuola, e muore. Il tremendo dolore e smarrimento di Laura, la madre, si innesta su una situazione già molto difficile: il marito e padre della piccola se n'è andato per sposare una donna molto più giovane e fragile, che gli ha appena dato un altro figlio. Non basta: il pirata della strada se la cava con una pena ridicola, suscitando nella protagonista un odio delirante che si alterna al dolore della perdita e al risentimento per il padre assente. Ancora: Laura comincia a ricevere lettere anonime, denigratorie e minacciose, da qualcuno che identifica immediatamente nella nuova moglie del marito, fragile sì, ma solo di testa, gelosa e paranoide. Decide di affrontarla, e affronta anche il pirata, recandosi al campo di roulotte dove l'uomo, un balcanico di mezz'età, vive con il nipotino, compagno di scuola della piccola morta. Lo stalking finisce in un'aggressione al bambino, che Laura però non riesce a portare a termine, iin una visita inaspettata del dignitoso signore, e a un colloquio tra i due che sfocia nella richiesta della madre disperata di "compensare" l'omicidio della figlia con un altro omicidio, quello di Chloe, la nuova moglie dell'ex. Che infatti scompare...
Louise Doughty Nel nome di mia figlia, Bollati Boringhieri 2016

Una storia comune racconta le vicende di Aleksandr Aduev, un giovane romantico e sognatore che si trasferisce dalla provincia, dove la madre lo ha sempre coccolato, a San Pietroburgo a casa dello zio Pjotr, un pragmatico capitalista sposato con Lizaveta Aleksandrovna, una bellissima donna molto più giovane. Alesandr crede nell'amore eterno, nell'amicizia indissolubile e soprattutto si reputa un grande poeta. Lo zio, uno dei caratteri più indimenticabili della letteratura si sempre, cerca di orientarlo verso una visione più realistica della vita. Il romanzo è una vicenda umoristica travolgente, una narrazione serrata intorno allo scontro di due mondi che sembrano in apparenza irriducibili. Scritto in prosa e versi e pubblicato nel 1847, è il primo libro di una trilogia. Dimenticato per oltre un secolo a causa della sua mancanza di impegno politico e sociale, il libro viene oggi riscoperto come un grande capolavoro della letteratura russa dell'Ottocento.
Ivan Gonĉarov, Una storia comune, Fazi 2016

Capolavoro letterario e opera di grande profondità spirituale: la prima edizione in italiano di questo romanzo, nell'eccellente traduzione di Gianluca Coci, ci avvince con l'artificio letterario di un manoscritto ritrovato e con un protagonista, il monaco Honkakubō, che ricora il suo grande maestro scomparso Sen no Rikyū e la sua oscura morte, sullo sfondo delle lotte di potere nel Giappone cinquecentesco. Sen no Rikyū (1522-1591), "sistematizzatore" della cerimonia del Tè - la cui essenza è condensata nei principi di armonia, rispetto, purezza e serenità - si legò al leader militare Hideyoshi, che tuttavia lo esiliò ordinandogli di compiere il suicidio rituale. Honkakubō dedica dunque la sua esistenza al tentativo di capire i motivi di questo sopruso e della mancata richiesta di grazia da parte del suo maestro, intrecciando la bellezza rievocativa del racconto del Tè con la meditazione e gli interrogativi sul destino, la vita e la morte.
Yasushi Inoue, Morte di un maestro del Tè, Skira 2016

30 maggio 2016

I nostri consigli - Non-fiction

C'è umorismo involontario quando uno crede di fare una cosa seria e invece per ignoranza o per caso fa qualcosa di comico. È un umorismo che s'insinua ovunque, nei romanzi di certi scrittori, nelle poesie, nei film di serie B, nei pittori della domenica, nelle storpiature linguistiche dei bambini, in ogni forma di kitsch e di trash, nelle farneticazioni dei mattoidi, nelle papere televisive, negli errori di stampa, nei discorsi dei politici (dal presidente americano George W. Bush è nato il termine "bushismo"), negli strafalcioni detti in ambulatori, tribunali, scuole ecc.; persino nel modo di morire ci può essere senza volere umorismo: nel 2002 una donna della Virginia (USA) scelse una carota per fare autoerotismo e fu tanto il successo che morì per un embolo.
Paolo Albani, Umorismo involontario, Quodlibet 2016

Eugene Rogan ripercorre in un viaggio appassionante la storia degli arabi a partire dalle conquiste ottomane del XVI secolo, attraverso l'imperialismo europeo prima e la Guerra fredda poi, fino all'attuale egemonia americana. Facendo ampio ricorso ai racconti dei testimoni diretti degli avvenimenti narrati, questo libro restituisce la ricchezza di voci differenti - intellettuali e studenti, poeti e politici protagonisti e comprimari - in un disegno ricco di trame affascinanti. La sconfitta sofferta contro gli ottomani nel 1516 chiuse la lunga e gloriosa esperienza dell'indipendenza: i paesi arabi, dal Medio Oriente al Marocco, entrarono a far parte dell'impero turco e vi restarono fino al 1918. La loro storia precedente entrò dunque nel mito, suscitò il rimpianto per la grandezza perduta, alimentando un bisogno di rivalsa mai sopito.
Eugene Rogan, Gli arabi, Bompiani 2016

Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore. Fu un processo lungo, sconvolgente e rapinoso, che lasciò tracce e cicatrici nei riti e nei miti, oltre che nei comportamenti, mescolandosi con qualcosa che nella Grecia antica fu chiamato "il divino", tò theion, diverso ma presupposto dal sacro e dal santo e precedente perfino agli dèi. Numerose culture, distanti nello spazio e nel tempo, associarono alcune di queste vicende, drammatiche ed erotiche, a una certa zona del cielo, fra Sirio e Orione: il luogo del Cacciatore Celeste. Le sue storie sono intrecciate in questo libro e si diramano in molteplici direzioni, dal Paleolitico alla macchina di Turin, passando attraverso la Grecia antica e l'Egitto ed esplorando le connessioni latenti all'interno di uno stesso, non circoscrivibile territorio: la mente.
Roberto Calasso, Il Cacciatore Celeste, Adelphi 2016

La più grande storia mai raccontata su come la musica cominciò a essere piratata, l'industria musicale venne messa in ginocchio e le nostre vite furono definitivamente catapultate online. Tre vicende incredibili e mai esplorate prima. Quella del potente discografico Doug Morris. Di Karlheinz Brandenburg, l'ingegnere tedesco inventore dell'mp3. E soprattutto di Dell Glover, il "paziente zero", il più grande pirata musicale di sempre. Perché, alla fine, le grandi rivoluzioni sono fatte da una manciata di persone.
Stephen Witt, Free, Einaudi 2016

28 maggio 2016

I nostri consigli

Il fattore Borges è un saggio di lettura, un manuale di istruzioni per orientarsi nella labirintica letteratura di Jorge Luis Borges. Con questo libro Alan Pauls va alla ricerca di quel "fattore" che rappresenta il marchio di fabbrica dell'autore argentino più grande di tutti i tempi. Cos'è che rende borgesiano ogni scritto di Borges? Esiste un elemento realmente identificativo di uno stile, di un modo di essere nel mondo? Com'è ovvio, non c'è un solo fattore Borges, ma tanti: tanti quante le sfaccettature che l'autore assume, illuminato dalla lente d'ingrandimento critica di Pauls. Alternando gli arcani della scrittura e gli eccessi della figura pubblica, Pauls ci restituisce un ritratto affascinante e indimenticabile del padre della letteratura argentina contemporanea.
Alan Pauls, Il fattore Borges, SUR 2016

In "Romanzo fantasma", il protagonista John Smith è costretto a letto dalla gotta e al suo capezzale sfilano sacerdoti e politici, spiritisti e luminari della scienza medica, fra cui l'appassionato sherlockiano non tarderà a riconoscere il claudicante John Watson.
Arthur Conan Doyle, Romanzo fantasma, Il Saggiatore 2016







Spagna, 1936. La guerra civile sta per scoppiare. Montsa ha quindici anni e, insieme al fratello José, decide di partire per la grande città, dove assiste agli albori della rivoluzione libertaria e vive quella che fu senza dubbio l'unica avventura della sua vita. Settantacinque anni dopo, davanti a un bicchiere di anisetta, racconta alla figlia gli eventi di quel periodo. Soffre di disturbi della memoria e ha perso per sempre le tracce di ciò che ha vissuto dalla guerra a oggi. Ma conserva intatto il ricordo di quell'estate del '36 in cui accadde l'impensabile, quell'ultima estate di splendore nella quale capì cosa significava vivere.
Lydie Salvayre, Non piangere, L'asino d'Oro 2016


Colson Whitehead gioca a carte da sempre. Piccole poste tra amici, perlopiù scrittori con cui vince facilmente grazie alla sua "faccia da poker". Quando "Grantland", una rivista sportiva, si offre di pagargli l'iscrizione alle World Series di Texas Hold'em di Las Vegas, capisce però che deve fare sul serio. Così si sottopone a un duro allenamento per resistere ai sette giorni di torneo che lo aspettano, alla tensione e ai buffet del casinò. La nobile arte del bluff è il racconto della sua immersione in un mondo che finora abbiamo conosciuto solo tramite la TV. E una riflessione, tanto caustica quanto divertente, sull'America di oggi, la depressione e il peso dei nostri fallimenti.
Colson Whitehead. La nobile arte del bluff, Einaudi 2016

27 maggio 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Un professore di chimica potrebbero davvero fabbricare droga come Walter White in Breaking Bad? Tra quanto avremo il teletrasporto di Star Trek? E qual è il modo migliore di reagire a un'epidemia zombie come quella di The Walking Dead? Si può parlare di scienza anche stando comodamente in poltrona di fronte alla televisione. Le serie tv sono diventate prodotti di culto, e le più celebri sono proprio quelle fantascientifiche, mediche o di investigazione, che al loro interno raccontano molta scienza. Cosa c'è di vero in ciò che mostrano? Dalla nascita del cosmo in The Big Bang Theory, passando per le fantadiagnosi del Dr. House, i complotti alieni di X-Files e la natura del tempo in True Detective, Andrea Gentile svela il lato nascosto dei nostri show preferiti, con un linguaggio semplice e spiegazioni alla portata di tutti.
Andrea Gentile, La scienza delle serie tv, Codice 2016

Siamo sicuri che oggi sia ancora possibile viaggiare? La parola "errare", nel suo duplice senso di "vagare" e "sbagliare", può offrire una prima risposta. Ma l'archetipo di questa idea di viaggio, l'Odissea, insegna che un vero viaggio è sempre anche un nostos, un ritorno alle origini. Accade quello che Goethe pensava delle lingue: soltanto chi impara una lingua straniera inizia a comprendere veramente la propria. Il Sol Levante, nonostante la sua apparente occidentalizzazione, continua a rimanere l'Altro dell'Occidente, la sua perfetta eterotopia, lo specchio che può restituirci l'immagine rovesciata di ciò che siamo. Non un libro sul Giappone, ma un libro attraverso il Giappone. Non un libro di viaggio, ma un manuale per imparare a viaggiare, a cogliere l'invisibile che ancora resiste al panopticon della cosmopoli.
Francesco Lizzani, La quindicesima roccia, Castelvecchi 2016

I gemelli identici non sono affatto identici e i nostri geni non determinano affatto il nostro destino. È il messaggio centrale di questo libro, frutto del più grande studio sui gemelli che sia mai stato fatto e che Tim Spector conduce in Gran Bretagna da oltre vent'anni e dal quale è nata una nuova disciplina, l'"epigenetica", che sta rivoluzionando quello che sappiamo sui geni e sull'eredità biologica, aprendo campi di ricerca che erano considerati tabù solo pochi anni fa. Lo studio dei gemelli ha infatti convinto Tim Spector che la cosa più interessante sono le differenze, non le somiglianze, e che queste differenze sono il risultato di un dialogo continuo tra ambiente e DNA, in parte ereditabile.
Tim Spector, Uguali ma diversi, Bollati Boringhieri 2016

La caduta degli ottomani fu un evento epocale: per oltre sei secoli avevano rappresentato il più grande impero islamico al mondo. Negli anni precedenti il 1914 l'Impero ottomano si trovò a dover fronteggiare gravi minacce, interne ed esterne, che lo indebolirono; fra queste, le mire espansionistiche russe minavano apertamente la sua sopravvivenza. Furono queste le premesse che spinsero gli ottomani a cercare la salvezza nell'alleanza con una potenza europea, una ricerca che li avrebbe attirati dritti dentro la Grande guerra. Con gli ottomani alleati degli Imperi centrali, e lo stallo sul fronte occidentale, inglesi, francesi e russi escogitarono un piano audace per distruggere l'anello debole della Triplice alleanza e ottenere una veloce vittoria dell'Intesa: un'invasione senza precedenti della penisola di Gallipoli.
Eugene Rogan, La grande guerra nel Medio Oriente, Bompiani 2016

26 maggio 2016

I nostri consigli

Figli della polvere narra le vicende di Brooke e Sugar, due fratelli, assassini di professione, che vivono in costante movimento. La violenza è il loro pane quotidiano. Una notte, a metà strada tra un villaggio e l'altro, un bambino si risveglia misteriosamente fra loro. È nudo e non ricorda nulla, nemmeno il proprio nome. I fratelli decidono di portarlo con loro, lo chiamano Bird. Crescendo Bird trae ispirazione dalle loro gesta, ma quando la vita li separa, il giovane pistolero si trova costretto a farsi largo da solo nel difficile mondo che lo circonda e a fare i conti con i fantasmi del proprio passato.
Colin Winnette, Figli della polvere, Clichy 2016



Un viaggio in diciotto stazioni a bordo del treno della mente di un'artista leggendaria: M Train parte dal Café 'Ino, il minuscolo caffè del Greenwich Village dove ogni mattina Patti Smith ordina una tazza di caffè nero, pane integrale tostato e un piattino di olio d'oliva. Seduta al suo solito tavolo d'angolo, medita sul mondo com'è e come è stato, e ne scrive sul suo taccuino. Attraverso una prosa che scivola tra sogno e realtà, tra passato e presente, arriviamo in Messico, a Casa Azul, residenza e tomba di Frida Kahlo, a Berlino, alla conferenza di una misteriosa società di esploratori dell'Artide, a Rockaway Beach, dove Patti Smith comprò una casa abbandonata in riva al mare poco prima che l'uragano Sandy si abbattesse su New York, fino alle tombe di Genet, Plath, Rimbaud e Mishima.
Patti Smith, M Train, Bompiani 2016

Siamo a Holt, Colorado. La vita dei vecchi fratelli Harold e Raymond McPheron è cambiata da quando hanno accolto alla fattoria Victoria Roubideaux e la piccola Katie, ma ora la ragazza ha deciso di andare all'università e di trasferirsi a Fort Collins. A poca distanza dai McPheron vive DJ, un ragazzino orfano che si prende cura del nonno. DJ fa amicizia con Dena, la figlia della vicina, e la sua storia si lega a quella di Joy Rae e del fratello Richie, che vivono in una roulotte con la famiglia e sono a carico dei servizi sociali, sotto le cure attente di Rose Tyler.
Kent Haruf, Crepuscolo - Trilogia della pianura 3, NN Editore 2016



Una casa. Una famiglia. Tutto ciò che June Reid ha di più caro le viene strappato da uno spaventoso incidente a cui lei sola sopravvive. Ed ecco che le decorazioni di fiori pronte per la festa di nozze della figlia diventano corone, l'aspettativa per il nuovo inizio si fa lutto, il futuro si trasforma in un passato prossimo ingombrante e doloroso. June volta le spalle a tutto questo e fugge. Si fermerà solo sulla riva dell'oceano, alla fine di un viaggio alla cieca che la conduce nel luogo in cui una giovane coppia si è promessa felicità e un'altra coppia la felicità se l'è presa e la coltiva nella vita di ogni giorno. Proprio come quella di June, tutte le voci che animano questo romanzo parlano di verità da disseppellire e perdite o assenze con cui convivere.
Bill Clegg, Mai avuto una famiglia, Bompiani 2016

20 maggio 2016

I nostri consigli

Questo libro è la cronaca dei viaggi fatti in compagnia dei migranti nei principali luoghi da cui partono, e in cui sostano o si riversano. In questo senso, è il racconto in presa diretta dell'Esodo che sta già mutando il mondo e la storia a venire. Una Grande Migrazione che ha inizio là dove parti intere del pianeta si svuotano di uomini, di rumori, di vita: negli squarci sterminati in Africa e di Medio Oriente, dove la sabbia già ricopre le strade e ne cancella il ricordo; nei paesi dove tutti quelli che possono mettersi in cammino partono e non restano che i vecchi. Termina nel nostro mondo, dove file di uomini sbarcano da navi che sono già relitti o cercano di sfondare muri improvvisati, camminano, scalano montagne, hanno mappe che sono messaggi di parenti o amici che già vivono in quella che ai loro occhi è la meta agognata: l'Europa, il Paradiso mille volte immaginato.
Domenico Quirico, Esoso, Neri Pozza 2016

Nella primavera del 1993, Thomas Harding andò a Berlino insieme alla nonna per visitare una piccola casa in riva al lago. Era un "luogo del cuore", diceva la nonna, un santuario che lei era stata costretta ad abbandonare quando i nazisti erano andati al potere. Vent'anni dopo Thomas ritornò a Berlino: trovò la casa vuota, desolata, pronta per essere demolita. Una vera e propria ferita scavava il prato, impronta lasciata dal Muro di Berlino che per tre decenni aveva attraversato il giardino. Disseminate ovunque, vi erano le tracce degli abitanti che avevano affettuosamente abitato quelle stanze. Thomas Harding ha deciso di raccontare della piccola casa di legno - amata e curata, luogo di vacanza e meditazione, svaghi e gite in barca - che è anche la storia di due guerre mondiali, di una ricca e rispettata famiglia ebrea, di un famoso compositore nazista, di una vedova e dei suoi figli, di una spia della Stasi e di tanti altri frammenti dimenticati che compongono il grande affresco del XX secolo.
Thomas Harding, La casa sul lago, Ponte alle Grazie 2016

L'assedio di Vienna a opera dell'esercito ottomano nell'estate del 1683, conclusosi vittoriosamente per le truppe cristiane con la battaglia del 12 settembre, è uno dei punti nodali della storia europea. Fu l'ultima grande minaccia portata alla Cristianità, un pericolo così serio che condusse i paesi europei, per altri versi ostili fra loro, a coalizzarsi per respingerlo. Gli ottomani perdettero metà dei loro territori europei e gli Asburgo dirottarono i loro interessi verso i Balcani. Quell'ultimo scontro fra Croce e Mezzaluna avviò in sostanza un assetto europeo destinato a durare fino al cataclisma della Grande Guerra. Questo volume ricostruisce l'assedio di Vienna nelle sue premesse e conseguenze generali ma soprattutto lo segue sul campo, nel concreto svolgersi dello scontro.
John Stoye, L'assedio di Vienna, Il Mulino 2011

Costretto a rinunciare alla carica di direttore dell'Istituto di Patologia del London Hospital a causa della tubercolosi, Redcliffe Nathan Salaman decide di trascorrere il resto dei suoi giorni nella sua tenuta di campagna nell'Hertfordshire. È lì che Salaman inizia a compiere studi sulle patate, estendendo il suo campo di indagine dalla genetica alla storia economica e sociale. In quest'opera, frutto delle sue ricerche, Salaman analizza la patata inquadrandola entro due orizzonti disciplinari differenti: da una parte viene operata una classificazione botanica, che ne descrive le differenti forme di coltivazione e la sua diffusione nel mondo, dall'altra si valuta l'impatto che la sua introduzione ha prodotto nei sistemi agrari e nel regime dietetico delle popolazioni nel corso dei secoli. Tra antropologia, storia e scienza agraria, un'opera che rappresenta un classico della storiografia economica.
Redcliffe Nathan Salaman, Storia sociale della patata, PGreco 2016

19 maggio 2016

I nostri consigli

Diana, otto anni, si presenta a scuola con lividi e segni sospetti tutti i giorni. "Sono così goffa" risponde lei alle maestre che chiedono. Ma quando scompare tutti quelli che la conoscono sanno che è accaduto qualcosa di grave. Ispirandosi a una vicenda realmente accaduta, Alexander Seurat ricostruisce la storia della piccola Diana attraverso un coro di voci - la nonna, il fratello, la zia, la maestra, il medico legale, i poliziotti che si sono occupati del suo caso - senza indulgere in sentimentalismi ma con una precisione che spezza il cuore.
Alexandre Seurat, Il caso Diana, Codice 2016




"Un essere artisticamente colto, sensibile e sensuale", ma anche "un fallito in tutte le imprese", uno a cui "niente interessa fuor che l'arte" e che all'arte ha sacrificato "padre, madre, ricchezza, amanti". Romanzo, meta-romanzo e autobiografia, le Confessioni di George Moore ripercorrono gli anni trascorsi dall'autore nella Parigi bohémienne di metà Ottocento, dove, spinto da ambizioni artistiche, il giovane irlandese entrò in contatto con gli emergenti impressionisti (di cui questo libro contiene la prima testimonianza in lingua inglese). Con la sincerità disarmante di un "giovane Holden" ante litteram, in un misto di malinconia e noncuranza, hybris e disperazione, aridità e lirismo, Moore ci fornisce l'elenco dei suoi insuccessi: come pittore, come giornalista, come romanziere, e anche come critico, in un mosaico fuori da ogni tradizione letteraria che gettò le basi del romanzo moderno.
George Moore, Confessioni di un giovane, Castelvecchi 2016

Un gelido gennaio del 1936 a Parigi. Seduta a un tavolino del "Deux Magots", una donna si toglie i guanti, estrae dalla borsetta un coltello e comincia a pugnalare in gran velocità gli spazi tra le dita della mano aperta a ventaglio. A volte sbaglia il colpo e sanguina. Seduti lì accanto, Pablo Picasso e il poeta Paul Éluard osservano il gioco. Il pittore si alza, si avvicina alla donna e le chiede in dono i guanti: vuole collocarli nella vetrinetta dove conserva i ricordi più preziosi. La donna glieli concede levando su di lui due occhi dal colore indefinibile. Non si tratta di una donna qualunque. È la fotografa surrealista Dora Maar.
Osvaldo Guerrieri, Schiava di Picasso, Neri Pozza 2016


Da Istanbul a Diyarbakir, in terra curda, un treno corre lungo un'immensa steppa. A bordo c'è Yusuf, che non ha più né padre né madre, e neppure un nome: Yusuf è un sospetto agli occhi agli occhi di un potere sempre più totalitario, e lascia alle spalle la sua città attraversando un paese scosso da una serie di attentati. Davanti a lui c'è "Poeta": un terribile segreto sembra legarli indissolubilmente...
Murat Uyurkulak, Tol - Storia di una vendetta, Passigli 2016

18 maggio 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Dorate con striature vermiglie, gialle come il sole d'estate, verdi come gli smeraldi sul turbante di un sultano: infinitamente colorate, perfette nella loro straordinaria complessità, le piume hanno conosciuto nel tempo, a partire da una base comune, un'evoluzione che non smette di suscitare meraviglia in chi ne osservi il miracolo ingegneristico. Il loro interesse, però, non si esaurisce nelle sorprese dell'evoluzione: di piume e penne abbiamo ornato i nostri vestiti fin dall'alba della storia, e piume e penne riaffiorano di continuo nei miei e nelle cosmogonie, nei simboli, nelle leggende di ogni popolo, dall'araba fenice, nel cui piumaggio fiammante è inscritta la fascinazione umana per l'impossibile, alle bianche penne che Icaro usò per scappare dal Labirinto. Se c'è, infatti, nell'equilibrio aerodinamico delle piume un mistero "tecnologico" che continua a interrogare gli scienziati, alla ricerca di ispirazione per migliorare i nostri utensili, i tessuti, i mezzi di trasporto, è la loro leggerezza, la loro aerea inafferrabilità ad averle impresse così saldamente nell'immaginario collettivo, che ne ha fatto emblemi persistenti di libertà.
Thor Hanson, Piume, Il Saggiatore 2016

Sapere come funziona la moneta è fondamentale e necessario per capire il capitalismo oggi. In La natura della moneta, con un linguaggio semplice e alla portata di tutti, Geoffrey Ingham, che non è un economista ma un sociologo, riesce meritoriamente a farci comprendere il concetto di moneta, la sua storia e le sue implicazioni per coloro che la usano quotidianamente (quasi tutti al mondo). L'autore si ricollega alle tradizioni intellettuali più eterodosse delle scienze sociali per costruire una nuova teoria: la moneta come pilastro delle relazioni sociali. Secondo Ingham, l'economia e la sociologia dominanti non sono state finora in grado di cogliere la specificità della moneta, per lo più considerata dagli economisti come un "velo" neutro che sottostà al meccanismo dell'economia "reale".
Geoffrey Ingham, La natura della moneta, Fazi 2016

Le mappe, è indiscutibile, non sono solo indispensabili ma hanno gran fascino. Ci permettono di orientarci, e questo non è poco, ma ci restituiscono anche una visione del mondo, la visione di chi le ha ideate. Infatti non sono il mondo, bensì una sua rappresentazione, quindi possono solo descrivere, in modo semplificato, lo spazio. Per capire fino in fondo la loro utilità, bisogna fare lo sforzo di immaginarsi cosa doveva essere viaggiare o progettare un viaggio quando non esistevano: dell'estensione del mondo e della sua forma non vi era alcuna idea, ogni passo era fatto verso l'ignoto. E i luoghi raggiunti non avevano un nome. Questo libro, corredato di un ricco apparato iconografico, ricostruisce la storia delle mappe: quando sono nate è perché, come si sono evolute, come sono state disegnate.
Simon Garfield, Sulle mappe, Ponte alle Grazie 2016

Una reggia, un monumento celebrativo, un luogo di culto? L'appassionante enigma di Castel del Monte sembra fare tutt'uno con la personalità di colui che lo fece costruire, Federico II: imperatore cristiano, illuminista ante litteram, tiranno politico e legislatore egualitario, cultore delle scienze ed esoterista. Nella vicenda dell'Italia meridionale e del suo distacco dal resto della penisola, un filo rosso collega la politica ipercentralista di Federico II, con la sua splendida architettura castellana, e l'assenza di un'autonomia urbana nel Mezzogiorno, matrice della futura diversità del Sud.
Franco Cardini, Castel del Monte, Il Mulino 2016

17 maggio 2016

I nostri consigli

Un libro sulle donne, per una volta non vittime ma combattenti, che hanno scelto un percorso di resistenza e non hanno smesso di vivere e di sognare. Una narrazione serrata, che concede molto poco alla fiction e che respira con il reale, con l'esperienza vissuta, toccata, percepita. Ms Kalashnikov è il racconto tutto in presa diretta di una giovane fotografa di guerra che esce dalla comfort zone del quotidiano e porta il suo corpo sul campo, in diversi angoli del pianeta, per ascoltare e darci la possibilità di ascoltare le voci di altre donne. Da Capo Verde al confine tra Libano e Siria, alla Repubblica democratica del Congo, il viaggio di F. finisce in un continente depredato prima dal colonialismo e ora dalla globalizzazione, nelle zone devastate dalla violenza della lotta civile o della guerriglia, nei luoghi del mondo che sfruttiamo ogni giorno mentre viviamo le nostre comodità mai in discussione.
Wu Ming 5, Francesca Tosarelli, Ms Kalashnikov, Chiarelettere 2016

Parigi. È qui che la passione per la danza ha condotto Alice, acrobata di un'esistenza precaria come la maggior parte dei suoi coetanei: la generazione senza futuro, quella immersa in un eterno presente che si sente derubata da chi l'ha preceduta. Il suo vivere fuori squadra e senza radici è in parte anche una sfida alla madre - insigne grecista, docente universitaria, alle spalle brucianti passioni politiche e un presente di dolenti disillusioni -, da sempre convinta che l'unico antidoto al caos e alle brutture del mondo è la bellezza; che ci si può considerare vivi fino a quando ci si lascia sopraffare dalla nuda poesia dell'esistenza. Dopo uno sconto feroce, la accompagna alla stazione e, mentre un giovane pianista "di strada" sta suonando con mani incerte una semplice melodia, la madre si accascia. A Napoli, dove la riportano in coma, quel corpo diventa per Alice uno scrigno di memoria e un enigma, a ogni nuova scoperta - sorprendenti segreti e impensate fragilità - una figura sempre più mutevole e cangiante. 
Iaia Caputo, Era mia madre, Feltrinelli 2016

Andrew J. Rush è il prototipo dell'americano perbene. È un figlio coscienzioso, un marito devoto, un padre premuroso, e vive con la sua famiglia in una pittoresca cittadina del New Jersey. Andrew J. Rush è un uomo lacerato dagli spettri di un passato oscuro, sepolto negli strati più sotterranei della memoria eppure ancora vivo e palpitante, come il cuore rivelatore del racconto di Edgar Allan Poe. Per liberare questo emisfero recondito e negato della sua coscienza, Rush decide di crearsi un alter ego, uno pseudonimo enigmatico e controverso sotto il quale scrivere nuove storie, più viscerali, più sanguigne. Come però accade per ogni intuizione frankensteiniana o scissione perversa - dal dott. Jeckyll e Dorian Gray, fino allo sdoppiamento di Stephen King e Richard Bachman -, ciò che ne nasce è un mostro incontrollabile e furente: Jack of Spades.
Joyce Carol Oates, Jack deve morire, Il Saggiatore 2016

Nel leggendario Far West, Yozip, venditore ambulante ebreo e falegname occasionale, viene rapito da una tribù di pellerossa vessata dagli attacchi dei colonizzatori. Nominato quasi suo malgrado guida della tribù, diventa Capo Jozip: un "vero indiano ebreo" incaricato di condurre il Popolo nell'esodo verso una nuova Terra Promessa. Come i più celebri personaggi di Malamud, Yozip/Jozip è animato da buone intenzioni e destinato a scontrarsi con la tragedia, l'ilarità e il disprezzo: si farà carico delle disgrazie e delle sofferenze di due popoli, con la malinconia di non appartenere realmente a nessuno dei due. 
Bernard Malamud, Il popolo, Minimum Fax 2016

13 maggio 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Tutti sanno chi era Paolo di Tarso, pochi invece conoscono il suo contemporaneo Yohanan ben Zakkai. Eppure entrambi, a modo loro, hanno dato l'avvio a una nuova religione, e entrambe queste religioni (cristianesimo e ebraismo moderno) sopravvivono ancora oggi. Nel I secolo d.C. Yohanan era nella Gerusalemme assediata dalle armate di Tito. Poco prima dell'attacco romano riuscì a scappare dalla città e a farsi ricevere dall'imperatore, al quale chiese il permesso di istituire una scuola nel "vigneto di Yavneh". Tito glielo concesse, e fu così che iniziò a svilupparsi l'ebraismo dei rabbini, il quale, modificato nei secoli, è di fatto quello di oggi. Il nucleo di questa dottrina è una quasi infinita serie di discussioni tra saggi, durata cinque secoli, nella quale quasi sempre contano più le domande e le argomentazioni che le risposte. Quando questa immensa tradizione orale venne messa per iscritto, divenne il Talmud: 37 volumi di dispute serrate tra saggi rabbini praticamente su ogni cosa. Scritto in due lingue (ebraico e aramaico), con uno stile tutto meno che lineare, il Talmud (nelle sue due versioni, babilonese e palestinese) è oggi considerato una delle opere più complesse che esistano e il fondamento stesso dell'ebraismo. L'autore ci regala una breve, efficace e godibile "biografia" di questo libro incredibile, che di vicissitudini ne ha passate davvero molte.
Harry Freedman, Storia del Talmud, Bollati Boringhieri 2016

Per i romani erano coloro che vivevano oltre i confini dell'impero romano: popolazioni, per definizione, fuori dalla civiltà. Nel tracciare una storia complessiva dei barbari d'Europa fra il I e il VI secolo, sottratta al paradigma romanocentrico dell'"invasione", il libro racconta chi erano i tanti e differenti popoli che vissero dalla Scandinavia alla Scozia, al bacino del Danubio, com'era fatta la loro società, come si svolsero i contatti, la convivenza, gli scambi con l'impero romano, facendo luce sulla reale portata delle "invasioni", nonché sul ruolo delle società barbare nel formare l'Europa.
Edward James, I barbari, Il Mulino 2016



Dalla rinascita ottocentesca allo scontro con la modernità, all'impatto con la dimensione politica, alle posizioni più recenti dell'islam radicale e del pensiero femminile, questo libro traccia un articolato profilo del pensiero islamico contemporaneo. Come già in epoca medievale, esso si rapporta dialetticamente con il pensiero e la filosofia occidentali, ma sviluppa proprie linee originali di ricerca. Un quadro assai vario nel quale, accanto alle posizioni tradizionaliste, si moltiplicano voci dissonanti e coraggiose in cerca di una nuova identità nel contesto di una cultura islamica proiettata nel moderno.
Massimo Campanini, Il pensiero islamico contemporaneo, Il Mulino 2016



"Vincere è una breve felicità" e questa è la storia di un pugno di uomini che la conquistarono e se la videro svanire tra le mani. Quarant'anni dopo, tocca alla letteratura quel che la cronaca evitò: raccontare la finale di Davis del 1976 nella Santiago del regime di Pinochet, il trionfo oscurato della squadra italiana. Non c'erano telecamere Rai al seguito, pochi gli inviati dei giornali, i filmati cileni sono bruciati, restano appena 26 minuti e 42 secondi di pellicola tremolante. "Silencio, por favor" intima il giudice di sedia, poi Adriano Panatta va al servizio indossando una maglietta rosso-sfida e un destino inatteso, senza precedenti né seguiti, si compie: vincono. Dario Cresto-Dina ha ricercato quegli uomini e quell'atmosfera. Ci restituisce un'Italia come sempre divisa e sei personaggi che altrettanto furono e restano. Sei chiodi storti, come quelli che Panatta portava con sé per scaramanzia. Lui, il figlio del custode del circolo che batté tutti i maestri. Paolo Bertolucci, il gregario pigro come un panda. Corrado Barazzutti, cuore di ussaro. Tonino Zugarelli, il talento di riserva. Capitanati da Nicola Pietrangeli, che voleva la coppa per dimenticarla. Più il "padre paziente" Mario Belardinelli che profetizzò: "Tra dieci anni qualcuno si stupirà nel guardare la fotografia di questi quattro strani giocatori stretti a una grossa insalatiera d'argento". Altrettanto nel ritrovarli oggi, davanti a un tramonto oltre la rete, senza nostalgia, come se vincere fosse stato semplicemente il loro dovere.
Dario Cresto-Dina, Sei chiodi storti, 66thAnd2nd 2016

12 maggio 2016

I nostri consigli

Madrid, un quartiere come tanti, con strade ampie e viuzze strette, bei palazzi accanto a edifici più modesti, abitato da persone diverse, coppie con e senza figli, famiglie allargate, single, giovani e anziani, spagnoli e stranieri, negozianti e operai, commesse e professionisti: come se la cavano, come fanno fronte a questi tempi difficili? Come si fa a resistere e a restare se stessi anche nell'occhio del ciclone? Amalia, la parrucchiera, scruta con orrore il negozio delle cinesi che sta aprendo proprio di fronte al suo, una dottoressa deve lottare contro la chiusura dell'ospedale in cui lavora, un uomo divorziato piange in solitudine dietro a una parete, una nonna comincia a fare l'albero di Natale già in settembre per fare coraggio ai suoi, e intanto il bar di Pascual diventa la sede delle riunioni del comitato inquilini e delle loro battaglie, ma anche il teatro di tanti destini che si intrecciano e di amori che vorrebbero nascere o che stanno per finire...
Almudena Grandes, I baci sul pane, Guanda 2016

In una Dresda devastata dai bombardamenti, s'intersecano e si fondono le vite di Isaac Dresner, giovane ebreo tedesco che si è rifugiato nello scantinato di un negozio di uccelli per sfuggire alle persecuzioni naziste; di Bonifaz Vogel, il proprietario del negozio, e della pittrice Tsilia Kacev, che con il suo vestito verde e il cuore infreddolito, attraversa la vita di entrambi come l'ombra leggera di un passero. In  questo triangolo fa irruzione Mathias Popa, autore de La bambola di Kokoschka, che racconta la storia del pittore Oskar Kokoschka e della sua bambola fatta a immagine e somiglianza dell'amata Alma Mahler.
Afonso Cruz, La bambola di Kokoschka, La Nuova Frontiera 2016



Greg Simon, americano, e Julio Fernandez, messicano, sono due corrispondenti di guerra che lavorano a quattro mani su un rocambolesco complotto internazionale. Appassionati e infaticabili, hanno collaborato con tutti i grandi reporter, da Hunter Thompson e Kapuscinski. Tanto efficaci nel lavoro quanto fallimentari nella vita privata: sfortunati in amore, grandi bevitori, sono accanitamente devoti l'uno all'altro ma sempre pronti a rinfacciarsi qualcosa come una vecchia coppia di coniugi. L'intricato complotto su cui indagano è ordito da una misteriosa agenzia americana per screditare il governo di un paese latinoamericano. Houdini, Trotsky, Pancho Villa, Stan Laurel, uno spietato narco messicano e un anziano rivoluzionario bulgaro sono tutti coinvolti in questo gioco di specchi le cui fila sono tenute da Alex, uno spione con la passione per l'assurdo.
Paco Ignacio Taibo II, A quattro mani, La Nuova Frontiera 2016

Palo Santo, un paese apparentemente innocuo della pampa argentina. Duecentosette abitanti, tutti si conoscono tra loro. I pettegolezzi corrono più veloci del'incessante vento che annuncia l'arrivo della tormenta. Mentre la sarta continua a cucire e scucire il cappotto per la figlia della macellaia, che a forza di ingozzarsi di paste con la panna non fa che ingrassare, si consuma un insolito e inquietante omicidio e una serie di fatti strani cominciano ad accadere. Quale orribile scena ha visto il bambino della sarta nella cucina della bellissima merciaia Solimana al punto di scappare terrorizzato ogni volta che la vede? Perché lei attira gli uomini del paese a casa sua? E che inconfessabile segreto custodisce Marcantonia, la sorella ritardata di Solimana? Ne sa qualcosa la bizzarra telefonista, che non si fa vedere da nessuno, ma scolta le telefonate di tutti annotandole in un quaderno. E ancora di più ne sa Zotikos, immigrato greco in pensione, che dietro la toppa della sua porta tiene sott'occhio l'intero paese...
Lilia Carlota Lorenzo, Il cappotto della macellaia, Mondadori 2016

11 maggio 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Alla fine della seconda guerra mondiale l'Unione Sovietica si trovò a controllare gran parte dell'Europa orientale, e i suoi leader, che avevano instaurato con pugno di ferro nelle varie regioni dell'ex impero zarista un regime totalitario, non esitarono a imporlo anche ai paesi europei caduti sotto la loro occupazione. Così il tallone sovietico subentrò a quello nazifascista, e in un arco di tempo straordinariamente breve l'Est europeo venne isolato dietro una "cortina di ferro" in un senso ben più che metaforico: a separarlo dall'Occidente erano barriere e recinzioni di filo spinato sorvegliate da uomini armati. E nel 1961, l'anno in cui fu eretto il Muro di Berlino, si sarebbe detto che quel possente sbarramento fosse destinato a durare per sempre. L'autrice ricostruisce in dettaglio ogni fase dell'implacabile processo di stalinizzazione che travolse Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Germania orientale, Romania, Bulgaria, Albania e Iugoslavia, e che si realizzò attraverso il sistematico annientamento delle loro istituzioni.
Anne Applebaum, La cortina di ferro, Mondadori 2016

Aristotele è stato il maggiore testimone di quell'appassionato desiderio di conoscenza che egli, nelle prime righe della Metafisica, riconosce come una tensione comune a tutti gli uomini, come un segno precipuo della loro umanità. Di fronte al suo immenso sforzo di soddisfare questo desiderio, per sé e per la tradizione cui apparteniamo, è difficile non provare quell'emozione che accompagna sempre l'incontro con le grandi esperienze dell'intelligenza umana, e, nel nostro caso, con l'imponenza di un'impresa del pensiero che si stenta a concepire come dovuta al lavoro di un solo uomo.
Mario Vegetti e Francesco Ademollo, Incontro con Aristotele, Einaudi 2016



Perché durante il Forum economico mondiale di Davos un monaco buddista dava lezioni di consapevolezza e di tecniche di rilassamento a coloro che erano chiamati a decidere delle sorti dell'economia mondiale? Perché molte aziende di successo hanno manager responsabili della felicità dei dipendenti? Che cosa svela la composizione chimica del nostro cervello a un potenziale datore di lavoro? Negli ultimi dieci anni, i governi e le aziende sono sempre più interessati a misurare lo stato di benessere delle persone: l'"indice di felicità", la "felicità nazionale complessiva", il benessere e la psicologia positiva dominano ormai i molti modi in cui costruiamo le nostre vite. Di conseguenza, le nostre emozioni sono diventate una nuova risorsa da conquistare, acquistare e vendere.
William Davies, L'industria della felicità, Einaudi 2016

Annoiata dalla vita di corte, la principessa Zoé Obolenskaja, moglie del governatore di Mosca, donna colta e di gran fascino, ricchissima ma di idee radicali, lascia San Pietroburgo alla volta dell'Italia. Viaggia con i cinque figli e un seguito regale di dame di compagnia, bambinaie, istitutori, valletti, segretario e medico personale. Nel 1866, arrivata a Napoli, conosce Michail Bakunin, il nobile ribelle, avventurosamente fuggito dall'esilio in Siberia e ricercato dalle polizie europee. Nell'ex capitale delle Due Sicilie, il rivoluzionario russo pensa di trovare l'humus adatto per far esplodere la rivolta tra garibaldini, mazziniani delusi dalle promesse risorgimentali e le masse contadine. Conquistata dalle idee di Bakunin, la principessa Zoé gli mette a disposizione il suo immenso patrimonio, e in cambio viene elevata al rango di autentica rivoluzionaria. Nel paio d'anni trascorsi tra Napoli e Ischia i due aristocratici russi alternano all'attività sovversiva gite, crociere nel golfo, recite teatrali e picnic. Ed è proprio nel paradiso ischitano che Bakunin, sollevato dai problemi economici, mette a punto il pensiero anarchico e Zoé incontra l'amore, diventando l'amante del più fedele seguace di Michail, il polacco Walerian Mroczkowski, di undici anni più giovane di lei.
Lorenza Foschini, Zoé la principessa che incantò Bakunin, Mondadori 2016

10 maggio 2016

I nostri consigli

Abel Truman vive sulla costa selvaggia del Pacifico, nello Stato di Washington. Si accontenta di poche cose: il riparo di una baracca di legno e la compagnia del suo cane. Lì, ai confini del mondo, ci è arrivato dopo il massacro del Wilderness, uno degli scontri più cruenti della Guerra civile americana. Per trent'anni è stato perseguitato da quel passato e per trent'anni ha sperato che il tempo e la solitudine rimarginassero le sue cicatrici. Ora, vecchio e malato, ha deciso di lasciare quel luogo e partire per un ultimo viaggio, una missione che ha poche speranze di portare a termine, per affrontare ciò che alberga nel suo cuore sin da prima degli orrori della guerra. Non appena si mette in cammino però il vecchio soldato è raggiunto dall'antica violenza: due uomini lo aggrediscono, gli rubano il cane e lo lasciano a terra quasi morto. Abel parte alla loro caccia, attraverso le Olympic Mountains minacciate dall'arrivo della neve; la sua ricerca lo porterà a tu per tu con i ricordi e gli mostrerà la strada verso una redenzione in cui aveva smesso di sperare.
Lance Weller, Wilderness, Keller 2016

Edward è un quarantenne di successo, affermato virologo e "collezionista di prime volte" che passa da una donna all'altra come un eterno ragazzino. L'incontro con Ruth è una folgorazione: bella, vitale e appassionata come solo a vent'anni si può essere, con lei crede di aver vinto la sua battaglia contro il declino. Ma l'apparente trionfo si traduce in una lotta impari. Edward si accorge che sposandola non è affatto ringiovanito, anzi ha fatto invecchiare lei, e che lo scarto d'età rende ancora più evidenti e penosi in lui i segni del tempo. Uno scarto che è anche tra due mondi: lui ambizioso uomo di scienza che antepone ai sentimenti un razionale pragmatismo, lei idealista ipersensibile che non accetta i suoi test sugli animali e il suo rifiuto di capire la sofferenza. Quando il figlio che solo Ruth desidera trasforma la passione in un obbligo da espletare nei giorni utili, quando l'insicurezza diventa "tollerabile solo prendendo un'amante ancora più giovane", il castello comincia a sgretolarsi e le paure sfuggono al controllo, travolgendolo in una caduta che scardina ogni aspetto della sua esistenza.
Tommy Wieringa, Una moglie giovane e bella, Iperborea 2016

La tua ragazza ti ha lasciato. Con un sms. No, non ti ha scritto semplicemente "è finita". Ti ha mandato per sbaglio un messaggio destinato al suo amante. Così ti ritrovi solo e spaesato nell'inverno di Monaco di Baviera. Siete venuti qui per partecipare a un concorso per architetti paesaggisti, ma ora lei è tornata a Madrid e tu vaghi per le strade innevate senza soldi né un posto dove andare. Ammettilo, fare il paesaggista è stata una delle scelte più infelici della tua vita. Nella Spagna della crisi hai le stesse prospettive di un mimo di strada. E allora perché non restare in Germania, dove c'è una donna matura e disincantata che sembra accettarti con tutti i tuoi difetti? 
David Trueba, Blitz, Feltrinelli 2016


Javier Leonardo Borges insegna storia all'Università di Buenos Aires da troppi anni. La sua vita cambia completamente quando, studiando un manoscritto turco del Cinquecento, tra i fregi floreali che lo decorano scopre una divinità azteca. Cosa ci fa una dea precolombiana in un documento ottomano risalente addirittura a qualche anno prima che gli spagnoli incontrassero gli aztechi? Così si rivolge per un consulto a un suo collega turco, Hakan, che approfitta della pausa estiva per indagare un po' su ciò che a prima vista sembra un abbaglio bello e buono preso dal professore argentino. È invece l'inizio di una girandola di colpi di scena che rimbalzano dalle piramidi di Tenochtitlàn in Messico alle botole segrete della moschea di Suleymaniye a Istanbul alle grigie aule dell'Università di Buenos Aires, da Montezuma a Solimano il Magnifico a Carlo V, in un pastiche storico che oltre a mettere sottosopra la vita dei due austeri accademici cambierà il nostro sguardo sulla storia del mondo.
Mélanie Sadler, Lo scherzo di Solimano, Edizioni e/o 2016