24 giugno 2016

I nostri consigli

America, anni Quaranta. Due sorellastre, Eva, schiva dodicenne abbandonata dalla madre, e Iris, ragazza fascinosa, cinica e aspirante attrice, si ritrovano inaspettatamente a convivere sotto lo stesso tetto: quello del padre Edgar, ex insegnante di letteratura inglese e vedovo da poco. Dopo l'inizio complicato, tra le due s'instaura un profondo affetto e insieme decidono di partire alla volta di Hollywood, dove Iris spera di lavorare nel mondo dello spettacolo. La ragazza paice e il lavoro non manca, ma tutto precipita quando, a una festa per sole donne, ad accorgersi di lei sarà la bellissima Rose Sawyer, attrice sulla cresta dell'onda, che diventa la sua amante: i paparazzi però sono dietro l'angolo e, in un paese dove aleggia ancora lo spettro del proibizionismo, è importante che la relazione non venga allo  scoperto. Così §Iris e Eva sono costrette a fuggire a New York, dove devono inventarsi una nuova vita. Ma anche qui le insidie sono in agguato.
Amy Bloom, Beate noi, Fazi 2016

Marcel Aymé, ovvero quando la fantasia irrompe nella realtà con la forza di un tornado. Come accade al romanziere Martin, che aveva la brutta abitudine di far sempre morire i suoi personaggi finché un giorno non ricevette la visita di uno di loro deciso a rivendicare il proprio diritto alla vita. O a quel signore di Montmartre, cui spuntò in testa un'aureola che gli causò più imbarazzi che ammirazione. Miracoli improbabili, un po' ridicoli, sempre esilaranti, raccontati per il puro piacere di affabulare, e per mettere alla berlina i peccati dell'umanità senza rinunciare a intenerirsi per l'umanità dei peccatori.
Marcel Aymé, Martin il romanziere, L'orma 2016



La bella scrittura è un condensato delle ferite lasciate dietro di sé dalla Guerra civile spagnola: i tradimenti, i cambi di casacca, l'illegittimità della ricchezza accumulata in quegli anni, ma anche le sofferenze, la lotta per la dignità degli sconfitti. E soprattutto l'illegalità. La terribile illegalità su cui è stata costruita la società franchista e postfranchista. Attraverso la storia di una famiglia come tante e un meccanismo narrativo preciso, implacabile, Rafael Chirbes smaschera l'indicibile baratto che fu proposto agli spagnoli: il benessere in cambio dell'ideologia, o meglio, il denaro in cambio della verità.
Rafael Chirbes, La bella scrittura, Feltrinelli 2016



È un'estate torrida, a Londra. Chi racconta in prima persona sta facendo una ricerca sulla morte nella letteratura tra il Settecento e l'Ottocento. Deve anche elaborare il lutto per una relazione finita male. E vuole stare per conto suo, tra la biblioteca e il piccolo, confortevole appartamento che ha affittato in un quartiere non proprio elegante. La donna brutta, sgraziata e invadente che suona alla porta presentandosi come la vicina del piano di sotto non è quindi gradita. Lo è ancora meno quando racconta della madre inferma, bisognosa di cure assidue, e dei tanti conigli che la vecchia signora alleva con amore. Per fortuna la donna è una badante professionista, abituata agli anziani e ai loro capricci. Dal pavimento, però, cominciano a salire strani rumori, grida, pianti accorati, conversazioni agitate, frasi incomprensibili. E, naturalmente, il tanfo delle bestiole, prigioniere come la figlia devota. Quando questa comincia a raccontare dei suoi assistiti, che muoiono poco dopo averla assunta come badante, per motivi incomprensibili, e a manifestare il timore di essere lei stessa, desiderando la loro morte, a provocarla, la situazione si fa insostenibile. E paura, paranoia e depressione dilagano al piano di sopra.
Claire Miessud, La paura del desiderio, Bollati Boringhieri 2016

23 giugno 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Molti hanno pensato e continuano a pensare che possiamo percepire direttamente soltanto le nostre esperienze soggettive e mai oggetti e stati di cose del mondo. Per John Searle questo è un errore tra i più grandi, da cui scaturisce gran parte delle confusioni che hanno contraddistinto la storia della filosofia della percezione. Se l'unica realtà per noi accessibile è quella delle nostre esperienze private, illusioni e allucinazioni hanno il medesimo status delle percezioni del mondo reale. Questo rende impossibile capire come il puro carattere esperienziale delle percezioni determini ciò che riteniamo di stare percependo, cioè come la fenomenologia fissi il contenuto percettivo. Per Searle possiamo dare un taglio netto agli errori del passato accettando il Realismo diretto, la posizione secondo cui è possibile percepire direttamente oggetti e stati di cose del mondo.
John R. Searle, Vedere le cose come sono, Raffaello Cortina 2016

Albert Einstein aveva simpaticamente denominato i ritrovi dei fisici del XX secolo witches' Sabbath (incontri delle streghe). Questo libro racconta lo spirito che li animava, introducendo il lettore ai contenuti di base e alle discussioni che hanno tuttora una rilevanza fondamentale nella fisica e nella società. Nati nel 1911, i Congressi Solvay sono il luogo dove i dibattiti, le prese di posizione, gli intuiti, le scintille geniali dei partecipanti hanno portato alla nascita e allo sviluppo della fisica moderna, in particolare di quella quantistica e nucleare. Partendo proprio dagli eccezionali ritrovi a Bruxelles dei fisici più importanti a livello mondiale, quali Planck, Lorentz, Einstein, Poincaré, Schrödinger, si ripercorrono le svolte della storia della fisica.
Gabriella Greison, Dove nasce la nuova fisica, Hoepli 2016

22 giugno 2016

I nostri consigli

L'amante di Wittgenstein è un romanzo come mai ne sono stati scritti. È la storia di una donna di nome Kate, convinta - e che incredibilmente riuscirà a convincere anche il lettore - di essere l'unica anima viva rimasta al mondo. Si direbbe pazza. Eppure la sua figura è talmente ammaliante, la sua voce così arguta e seducente, che non si può fare a meno di seguirla, ipnotizzati, mentre riversa il bagaglio intellettuale di una vita in una serie di meditazioni irriverenti su qualsiasi cosa e chiunque, da Brahms al sesso, da Heidegger a Elena di Troia. E mentre la ascoltiamo contemplare gli aspetti del tormentato passato che l'ha portata alla situazione presente, il suo dramma diventa uno dei pochi racconti follemente originali del nostro tempo, nonché metafora della solitudine esistenziale e dell'incomunicabilità del reale attraverso il linguaggio.
David Markson, L'amante di Wittgenstein, Clichy 2016

C'è un piccolo villaggio sul mare dove la vita scorre bislacca e tranquilla. Mentre gli uomini sono fuori a pescare, le donne seguono lezioni di cucito e si scambiano rossi barattoli di marmellata di rabarbaro. Proprio in un campo di rabarbaro, Agustina è stata concepita. Agustina è un'adolescente speciale, si muove con le stampelle ma scala le montagne. La sua è una mente singolare, nella testa i numeri sono a tre dimensioni, come i pianeti nello spazio, e le parole si organizzano in cumuli appuntiti. Agustina non è come gli altri ragazzi, lei sa che dietro una montagna - dietro ottocentoquarantaquattro metri di terra protesa verso il cielo - c'è ancora un'altra montagna da scalare. 
Auður Ava Ólafsdòttir, Il rosso vivo del rabarbaro, Einaudi 2016


The Sick Bag Song è il diario di un viaggio, quello che ha portato Nick Cave e la sua band, i Bad Seeds, in ventidue città del Nordamerica. È un racconto molto intimo e personale, fatto di ricordi, riflessioni, poesie e testi di canzoni, sogni ad occhi aperti e resoconti di fatti realmente accaduti. Prendendo spunto da Leonard Cohen, John Berryman, Patti Smith, Sharon Olds, le ballate folk e antichi testi, il libro di Cave prende la forma di una ricerca epica in cui affronta i temi dell'ispirazione, della creatività, della perdita e dell'amore in un vero e proprio viaggio nella sua mistica. 
Nick Cave, The Sick Bag Song, Bompiani 2016



In un cimitero del Cheshire, due uomini non alzano lo sguardo: uno  Simon Strulovitch, facoltoso filantropo e collezionista di opere d'arte, padre dagli entusiasmi volubili, invischiato in una crisi familiare e bisognoso di qualcuno con cui parlare. L'altro, trasportato nel ventunesimo secolo con un mirabile gioco di realismo magico, è Shylock, ora come allora sospeso in un limbo di rabbia e risentimento, controparte perfetta per le domande esistenziali di Strulovitch. Dal cimitero se ne vanno insieme, segnando l'inizio di una straordinaria amicizia. Non lontano da lì, la ricca Plurabelle vive in una bolla di mondanità, interventi di chirurgia plastica e feste sfarzose. Suo fedele amico è D'Anton, malinconico dandy con la nobile missione di portare sorrisi nelle vite degli altri, che si ritrova a vestire un po' per caso i panni di Cupido per aiutare la figlia di Strulovitch: e così, a sottoscrivere un patto molto audace: anche lui, dovrà essere pronto a rinunciare a "una libbra della sua carne". Questa riscrittura del Mercante di Venezia gioca con il tempo per esaminare, con intelligenza e lucida ironia, il travaglio di essere padri, ebrei e, più in generale, uomini che fanno i conti con il sentimento della pietà.
Howard Jacobson, Il mio nome è Shylock, Rizzoli 2016

21 giugno 2016

I nostri consigli - Graphic novel

Cosa resterà di Barack Obama? In che modo i suoi otto anni di mandato hanno segnato la politica americana e internazionale? Nel 2009, quando gli fu assegnato il Preimo Nobel per la Pace, in molti storsero il naso e si chiesero: "Che ha fatto per meritarselo?". Oggi, mentre la sua parabola politica è prossima alla conclusione e qualcun altro scalpita per prendere il suo posto, sono in tanti a domandarsi se le sue parole d'ordine (change e hope, cambiamento e speranza) non siano state solo delle vaghe promesse. Tra le fila dei delusi, la voce di Joe Sacco è senza dubbio la più radicale e schietta.
Joe Sacco, Bumf vol. 1, Rizzoli Lizard 2016


Il racconto parte da due esistenze in stallo, quelle di Wantoo e Ulisse. I due, accomunati dalla disillusione nei confronti di un presente sempre uguale, devono fare i conti con un’ingombrante parte oscura che dorme in loro. 
Parte che sembra dominarli in ogni gesto quotidiano, nonostante un’apparente passività. Entrambi approdano su una stessa isola, terra ostile e piena di insidie, che li coinvolgerà nell’ardua scalata verso una meta difficile, una vetta pronta a rivelarsi il luogo in cui sono nascoste tutte le risposte di cui avevano bisogno. 
Mattia Iacono, Demone dentro, Tunué 2016



Glenn Gould, l'ultima stella della musica classica moderna. L'improvviso allontanamento dalle scene, accentuato dall'essere stato una delle prime celebrità dell'era mediatica, è rimasto a lungo ammantato nel mistero. Questo libro di Sandrine Revel tratteggia un ritratto magnifico di un genio assoluto e compiaciuto di sé, di un uomo fragilissimo.
Sandrine Revel, Glenn Gould, Bao 2016






"Non riesco a ricordare il momento esatto in cui tutto è cominciato. Nel corso di un periodo di sommovimenti politici e sociali insorse la strana opprimente e pervasiva sensazione di un abominevole pericolo fisico, un pericolo da cui nessun luogo era al riparo e che tutto minacciava. Ricordo le persone camminare pallide e preoccupate, mormorando avvertimenti e profezie che nessuno osava ripetere consapevolmente, e neppure confessare di avere udito." Howard Phillips Lovecraft (1890-1938)

Rotomago, Julien Noirel, Nyarlathotep, Nicola Pesce Editore 2016

20 giugno 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Sull'impatto dell'uomo sulla natura, che ormai sta creando danni incalcolabili alla biosfera, sono state ipotizzate centinaia di misure, che si sono però rivelate blande e inefficaci e che mai hanno portato risultati concreti. Stanco di assistere a questi fallimenti, il premio Pulitzer Edward Wilson - biologo da sempre interessato al rapporto tra l'uomo, l'ambiente e le altre specie animali - propone una soluzione radicale, proporzionale alla gravità del problema che abbiamo di fronte: destinare metà del pianeta a noi e metà a un'immensa e inviolabile riserva naturale per milioni di specie animali e vegetali. Non è utopia ma un sogno che il progresso umano può realizzare, scrive Wilson, che dedica buona parte del libro a spiegare cosa fare e soprattutto come farlo.
Edward Wilson, Metà della Terra, Codice 2016

La specie umana è stata sul punto di estinguersi? Può la genetica spiegare l'amore ossessivo di certe persone per i gatti? Perché nascono individui privi di impronte digitali e bambini con la coda? Che cosa possono dirci i geni sulla morte prematura di Tsutomu Yamaguchi il giapponese sopravvissuto a due esplosioni nucleari? Quale combinazione genetica creò le dita straordinariamente flessibili di Paganini? Con la consueta brillantezza e il peculiare gusto per l'aneddoto scientifico, Kean esplora queste e altre questioni, e ci mostra come da qualche parte, nel groviglio di filamenti della doppia elica, si trovino le risposte a molti misteri sugli esseri umani.
Sam Kean, Il pollice del violinista, Adelphi 2016


"Se la globalizzazione ha da prometterci qualcosa, qualcosa che possa spingerci ad accogliere a braccia aperte il caos che ne deriva, allora quel che ha da prometterci è questo: saremo più liberi di inventare noi stessi". Con tale dichiarazione di intenti si apre questa raccolta di articoli e brevi saggi di uno dei più provocatori e stimolanti narratori del nostro tempo. Ma nel mondo globalizzato abbiamo davvero la libertà di inventare noi stessi? Tutto sembra indicare il contrario, perché ogni pretesto è buono per imprigionarci in quelle "Illusioni dilaganti, pericolose e potenti" che portano il nome di civiltà. Hamid lo chiama il giogo del depistaggio: "Ci viene detto di dimenticare le fonti del nostro disagio perché c'è in gioco qualcosa di più importante: il destino della nostra civiltà". E così finisce per sembrarci inevitabile che provare inutilmente a respingere l'immigrazione e a sigillare le frontiere sia più importante che porre rimedio al disordine economico e alle crescenti disparità sociali.
Mohsin Hamid, Le civiltà del disagio, Einaudi 2016

Fin dal 1938, Dumézil aveva riconosciuto la celebre tripartizione delle funzioni all'interno della civiltà indoeuropea: la seconda fra queste è appunto la funzione del guerriero. Da allora, per trent'anni (il libro qui presentato è del 1969) proseguì nell'indagine sul significato di questa funzione, seguendo come sempre le piste più diverse, dall'Iran all'India, dalla Roma antica ai Germani. Ne risultò alla fine questo libro, uno fra i più ricchi e densi nell'opera di Dumézil. "Un paese che abbia perduto le sue leggende, dice il poeta, è condannato a morire di freddo. È più che possibile. Ma un popolo che non avesse miti sarebbe già morto". Con queste parole si avvia l'indagine. E presto, attraverso i miti che hanno al loro centro figure come Indra, Eracle o Thorr, siamo obbligati a capire la complessità e l'ambiguità della figura del guerriero: essere iniziatico e mostruoso, capace di metamorfosi animali, continuamente immerso nella gloria e nella colpa.
Georges Dumézil, Le sorti del guerriero, Adelphi 1990

17 giugno 2016

I nostri consigli

Incapace di superare il lutto per la morte della giovane e bellissima moglie Ofelia, Hugues Viane si trasferisce, insieme ai cimeli della defunta, a Bruges, dove vive nel ricordo e nella nostalgia della donna perduta. Esce di casa soltanto quando si fa buio e passeggia tra le stradine malinconiche della città, che alimentano ulteriormente la sua tenace, invincibile tristezza. Una sera, per caso, incontra una donna, Jane Scott, che sembra la copia esatta della moglie. Con il passare del tempo, però, si rivela molto diversa da lei: capricciosa, irrequieta, futile, amante del lusso e della ricchezza, Jane ha assai poco da spartire con l'anima, la grazia, la dolcezza di Ofelia. E l'insana relazione fra i due, nutrita solo da false illusioni, prenderà presto una piega del tutto inaspettata.
Georges Rodenbach, Bruges la morta, Fazi 2016

In un villaggio del Nord-Est dell'Ungheria, mentre la sua famiglia lotta giorno dopo giorno per sopravvivere agli stenti e alla discriminazione, un bambino cerca di fuggire al freddo e alla fame immaginando un universo proprio governato dai numeri primi. Intorno a lui c'è il mondo crudo e ottuso di un popolo traumatizzato dalla guerra, dal gulag, dal nuovo regime che ha espropriato le terre; gente superstiziosa e ostile che, ormai privata di tutto, rimane in quella terra di confine in attesa di un riscatto che non arriva.
Szilard Borbély, I senza terra, Marsilio 2016




Danielle lavora da Christie's, la casa d'asta, dove in cambio di scarsi benefit e di un irrisorio assegno bimestrale, perizia opere d'arte che riguardano spesso l'espressionismo astratto, il primo movimento artistico americano che, nel dopoguerra, ebbe risonanza internazionale grazie ad artisti come Pollock, Rothko e de Kooning. Il cubicolo del suo ufficio non è esattamente l'atelier d'artista in cui da ragazza si immaginava di vivere, tuttavia ha in qualche modo a che fare con la sua passione per l'arte. Passione che le è derivata dai racconti di suo nonno su una sua misteriosa prozia: Alizée Benoit. Secondo la leggenda di famiglia, Alizée aveva lavorato per la divisione dedicata all'arte della Works Progress Administration, uno dei programmi del New Deal per la creazione di posti di lavoro. Lì aveva conosciuto e frequentato i maggiori artisti dell'avanguardia americana della fine degli anni Trenta. (...) L'affascinante leggenda familiare sarebbe destinata a restare tale per Danielle, se la giovane esperta d'arte non ricevesse un giorno delle opere di Pollock, Rothko, Krasner e de Kooning da periziare. E non scoprisse in questi quadri, quando i loro autori erano ancora dediti all'arte figurativa, pergamene contenenti tre dipinti prodotti all'apparenza da un'unica mano: tele splendide, nell'inequivocabile stile di Alizée Benoit, a prozia scomparsa nel nulla.
Barbara A. Shapiro, L'artista, Neri Pozza 2016

Una biografia che si legge come un romanzo, un affascinante giallo non ancora del tutto risolto, quello vissuto dal più celebre scrittore inglese dell'Ottocento e da Ellen Ternan, attrice senza futuro: un legame talmente pericoloso e inconfessabile che per la prima volta venne pubblicamente ipotizzato solo nel 1934, sessantaquattro anni dopo la morte di lui e ventuno anni dopo la morte di lei. Fu tale l'orrore per la sconvolgente notizia, che i cultori del mito di Dickens preferirono non crederci. Quando si incontrano nell'estate del 1857, Charles Dickens è una celebrità, ha quarantacinque anni, una moglie, nove figli. Ellen, che tutti chiamano Nelly, ha diciotto anni, è molto graziosa, ed è un'attrice. La passione dello scrittore deve essere travolgente se pochi esi dopo l'incontro con lei si separa brutalmente e pubblicamente dalla innocente moglie: da uomo del suo tempo, Dickens dà la colpa di un evento certo raro e scandaloso in quegli anni, accusandola di non amare i figli e di essere anche un po' pazza. Nega ogni addebito, nega di avere un legame con una misteriosa attrice, si dichiara pubblicamente estraneo a un simile peccato. Da quel momento, inizia una vita contorta, immersa nelle bugie e nei segreti.
Claire Tomalin, La donna invisibile, Archinto 2016

16 giugno 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Nel 1937 Mosca è la sede di grandiosi processi politici in cui le colpe degli accusati, del tutto inventate, vengono comunque minuziosamente analizzate. Al tempo stesso, la città vive uno stato di esaltazione. Il Commissario del popolo alterna la compilazione di liste di migliaia di dirigenti e operai da fucilare alla supervisione dei lavori della nuova metropolitana, le cui stazioni vengono inaugurate una dopo l'altra. Il Bol'ŝoj, la piazza Rossa, le dacie in periferia, le esposizioni, ma anche i luoghi delle esecuzioni e i campi di lavoro nella zona del canale, a nord. E le vacanze estive, le strutture sportive, i cinema, le vetrine dei negozi e le feste danzanti. "Che fossero collaboratori o persino vittime, tutti si ritrovarono risucchiati, in un modo o nell'altro, nel grande movimento in cui si erano impegnati e che giunse alla sua fine solo nel 1938. La città non era altro che un enorme cantiere in continua trasformazione."
Karl Schlögel, L'utopia e il terrore, Rizzoli 2016

Dalla leggendaria lotta di Guglielmo Tell, un filo sottile lega le terre alte alla tentazione della ribellione. In oltre settecento anni di storia, le "Alpi libere" hanno avuto seguaci autorevoli e interpreti esemplari. Dagli artigiani eretici che si sacrificarono con Fra Dolcino ai piedi del Monte Rosa, ai partigiani che fermarono i nazifascisti sulle montagne di Cuneo e Belluno, fino ai movimenti contemporanei contro il treno ad alta velocità in Valle di Susa. Questo libro raccoglie le storie dei montanari e degli alpinisti che seppero disubbidire agli ordini, costruendo sulle montagne rifugi di resistenza, avamposti di autonomia e laboratori di innovazione sociale. Come una risorgiva carsica che emerge dalle profondità del tempo, la montagna si ricorda di essere diversa e fa sentire la sua voce fuori dal coro.
Enrico Camanni, Alpi ribelli, Laterza 2016

Sono stati scritti migliaia di libri - riflessioni teologico-religiose, indagini storiche, interrogazioni filosofiche, analisi psicopatologiche - eppure, per molti aspetti, l'enigma del nazismo resiste alla gran parte degli sguardi che su di esso vengono gettati. Possediamo descrizioni minuziose della nefasta impresa di "governo biopolitico" allestita dal nazismo; ma continuiamo a non capire come un'intera società poté essere coinvolta, indotta ad agire, a essere complice o docile testimone dell'orrore. Il libro di Chapoutot tenta di risolvere tale enigma rendendo visibile qualcosa che fino a oggi era stato solo sfiorato, come se si trattasse di qualcosa di secondario e accessorio. Lo fa analizzando la formazione, i fondamenti e i modi di funzionamento del "discorso" nazista.
Johann Chapoutot, La legge del sangue, Einaudi 2016

Nel 1654 arrivò a Oxford una strana mappa della Cina, lasciata in eredità dall'avvocato John Selden alla Biblioteca Bodleiana, che rimase per lunghi secoli ignorata. Quando nel 2009 il sinologo Timothy Brook la vide per la prima volta, si accorse che la mappa di Selden rappresentava un puzzle da risolvere, un oggetto dall'aspetto così moderno da sembrare quasi un falso. Invece era originale, e costituiva il più importante documento cartografico della Cina degli ultimi sette secoli. La mappa raffigurava la porzione di mondo che i cinesi conoscevano all'epoca, dall'Oceano Indiano alle isole Molucche e da Giava al Giappone. Ciò che rappresentava era sorprendente, dato che mostrava la Cina non tagliata fuori dal mondo, ma al centro di relazioni marittime tali da creare l'embrione di una rete commerciale globale, la stessa che avrebbe alimentato lo sviluppo dell'Europa e dell'Oriente contemporaneo. Tutto ciò poneva alcune domande: come arrivò la mappa nelle mani di Selden? chi immaginò il mondo in quel modo? e, questione ancor più importante, cosa di dice la mappa del mondo che raffigura?
Timothy Brook, La mappa della Cina del signor Selden, Einaudi 2016

15 giugno 2016

I nostri consigli

Natale 1999. A Beauval, una piccola cittadina della provincia francese, Antoine, dodici anni, figlio unico di genitori separati, vive con la madre Blanche, una donna rigida e opprimente, conducendo una vita piuttosto solitaria. Il padre da anni si è trasferito in Germania e ha pochi contatti con lui. Antoine non lega molto con i coetanei e il suo migliore amico è Ulisse, il cane di Roger Desmedt, il suo vicino di casa. Il giorno in cui Desmedt, un uomo rozzo e brutale, uccide Ulisse, Antoine, sconvolto e disperato, in un accesso di rabbia cieca compie un gesto che in pochi secondi segnerà per sempre la sua esistenza. Terrorizzato all'idea di essere scoperto, Antoine passa giorni di angoscia indescrivibile, immaginando scenari futuri cupi e ineluttabili. Ma, proprio quando sembra che per lui non ci sia più scampo, un evento imprevisto sopraggiunge rimettendo tutto in gioco.
Pierre Lemaitre, Tre giorni e una vita, Mondadori 2016

Capita a tutti un momento della vita in cui metà dei tuoi amici è al secondo figlio e l'altra metà al secondo Martini. Ed è proprio in quel momento che tre compagni dell'università si rincontrano alla soglia dei trent'anni. Kezia, Victor e Nathaniel iniziano così una caccia al tesoro degna di un film di Wes Anderson ma finiranno col capire che ciò che realmente cercano è un loro personale "fermaglio": l'amicizia che trasforma qualcosa di falso - le vite mediocri che si pretendono "di successo" - in qualcosa di vero.
Sloane Crosley, Il fermaglio, Einaudi 2016




Iris - quarantacinque anni, sposata, con due figli - pensa di aver lasciato dietro di sé i due grandi traumi della sua vita: l'abbandono da parte del primo amore, Eitan, che l'ha portata giovanissima a desiderare la morte e, anni dopo, l'attentato di cui è stata vittima che l'ha portata tra la vita e la morte. Ma a distanza di dieci anni da quell'attentato, Iris non si aspetta il riaffiorare del dolore fisico, di quei ricordi terribili, ma soprattutto non si aspetta di rincontrare per caso Eitan. Se a questo si aggiungono il sospetto che il marito Michi abbia un'amante e la preoccupazione per la figlia, plagiata da un uomo molto più grande di lei, la vita di Iris sembra andare di nuovo in frantumi e la situazione diventa ingestibile.
Zeruya Shalev, Dolore, Feltrinelli 2016

Paolo Rumiz ha percorso a piedi, con un manipolo di amici, la prima grande via europea, l'Appia, e ce ne riconsegna l'itinerario perduto, da Roma fino a Brindisi, "più per dovere civile che per letteratura". Lo ha fatto spesso cavando dal silenzio della Storia segmenti cancellati, ascoltando le voci del passato e destando la fantasia degli increduli incontrati durante il viaggio. E ora ci chiama come un pifferaio magico a seguirlo con le gambe e l'immaginazione lungo la via del nostro giubileo, la nostra Santiago di Compostela, della quale viene restituito l'itinerario dopo un secolare abbandono.
Paolo Rumiz, Appia, Feltrinelli 2016

13 giugno 2016

I nostri consigli

"Le persone possono trasformarsi in una lacrima o in un pugno - a volte la differenza tra le due cose è molto sottile" e racchiude la storia di un'intera famiglia. Dopo aver mandato all'aria il suo matrimonio, la scrittura ed essere fuggito lontano, Ari torna in Islanda per incontrare il padre malato vicino alla fine. Ma il muro di silenzi che li divide lo obbliga a un viaggio indietro nel tempo che intreccia i destini di tre generazioni e le diverse anime di un paese. Un paese di pescatori stretto tra un mare che dà e prende la vita, e un cielo infinito che nutre i sogni e il bisogno di poesia, dove il nonno Oddur, l'eroe dei fiordi, crede solo nella sua lotta per la sopravvivenza, mentre nonna Margrét incontra un uomo che le insegna a leggere le stelle. È lo spirito ribelle di Margrét che Ari sembra ereditare attraverso le donne della famiglia; e sono le voci immortali della letteratura e della musica a risuonare in questo romanzo.
Jòn Kalman Stefànsson, Grande come l'universo, Iperborea 2016

Come è accaduto che Eunice Kathleen Waymon, la bambina nera nata nel 1933 in una famiglia povera a Tryon, Carolina del Nord, sia diventata l'immensa Nina Simone, la diva dalla voce unica e dall'indimenticabile tocco sui tasti del pianoforte? Il destino di Nina Siomne assomiglia a un romanzo. Ed è questo romanzo che Gilles Leroy ricompone qui, svelando con grande tenerezza la storia totalmente vera e totalmente romanzata di un'artista adorata nel mondo intero - eppure terribilmente sola nella vita.
Gilles Leroy, Nina Simone, Gremese 2016




Il sole ambrato della California accende il cielo di un'estate torrida e interminabile; il luppolo verde matura avvinghiato ai filari, il fiume scorre a valle, disseta la terra e rinfresca i corpi mentre, sotto la superficie, erode e divora gli argini con la forza inesorabile di una piaga biblica. Sulle sponde, nei ranch e nelle piscine illuminate delle ville, si trascina una festa sospesa nel tempo, tra balli e bourbon, abiti di seta e champagne, tra morti e addii. È qui che Lily ed Everett vivono la dissoluzione di un amore lungo una vita. Perché si può amare e mille volte tradire, amare e consumarsi, non conoscersi mai, non avere neppure per un attimo l'illusione di una scelta, e perdere tutti per strada, mentre il fiume corre.
Joan Didion, Run River, Il Saggiatore 2016

Unica vittima dell'incidente del Parigi-Varsavia, il treno su cui viaggiava il Dalai Lama in visita in Europa, una Constance Angeloso, sessantacinque anni, di corporatura mastodontica, senza fissa dimora, travolta nella vecchia Renault che le aveva fatto da casa per quindici anni, da quando era scomparsa per motivi sconosciuti dall'albergo di sua proprietà a Dunkerque e dai suoi familiari. Grazie alla fugace circostanza rappresentata dalla presenza del Dalai Lama, l'attenzione delle tre persone che più la conobbero viene richiamata. E, per bisogno di identità non meno che per il desiderio di ricostruire una vicenda ben familiare ancorché non del tutto chiarita, i tre cominciano, separatamente, a inseguire nel proprio ricordo un destino di esilio. Il figlio Angelino, che l'odia di un odio maligno; la fedele Danuta, piccola polacca quindicenne che ha nutrito per la sua matrona un attaccamento da cucciolo; il signor Coquemar, ispettore di navigli, vedovo solo, legato a Madame da un affetto che lui scambia per amore. Nelle parole dei tre, le giornate piatte nell'allbergo di Dunkerque si animano di sperduti personaggi bizzarri e veri, ma dotati di senso da un unico polo, Madame Angeloso.
Francois Vallejo, Madame Angeloso, Sellerio 2005

11 giugno 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Abbiamo a volte notizia di eventi delittuosi improvvisi che ci lasciano attoniti, soprattutto quando il delitto esploso a ciel sereno viene collegato a qualcuno che apparentemente non ha mai dato segni di follia, di cui tutti parlano in termini elogiativi che commenta il suo atto con uno sconcertante "Non so cosa mi sia successo, devo aver perso la testa!". Eppure l'improvviso atto distruttivo  costituisce uno dei capitoli più controversi della psichiatria clinica e forense. Passando in rassegna alcuni dei più famosi casi di delitti subitanei, in cui è stato coinvolto come psichiatra forense, l'autore analizza le differenti teorie succedutesi nel tempo e sostiene che i criteri diagnostici utilizzati non sono adeguati a evidenziare il funzionamento mentale degli autori di siffatti delitti.
Ugo Fornari, Follia transitoria, Raffaello Cortina 2014

2999: alla vigilia del capodanno che segna il passaggio al quarto millennio, il pianeta Terra pare essere il più gettonato come meta dei viaggi intergalattici. Recenti scavi archeologici hanno infatti riportato alla luce reperti che raccontano la vita dei terrestri all'inizio del millennio. Una civiltà oziosa, dedita all'introspezione, all'amicizia, all'amore, al gioco, alla bellezza e alla convivialità scopre così che i suoi antenati erano strani esseri interessati soltanto alla lotta per il potere, al denaro e al possesso di beni materiali. Quegli antenati siamo noi. Domenico De Masi adotta questa prospettiva fantascientifica per provocare il nostro sguardo. Allontanandosi nello spazio e  nel tempo è più facile riflettere sulla direzione che vogliamo imprimere al nostro futuro.
Domenico De Masi, Una semplice rivoluzione, Rizzoli 2016

In parte manuale per i clown, in parte un racconto di storie. Il Manifesto del Clown contiene le esperienze, le teorie e i metodi dell'attore, regista, insegnante circense, Nalleslavski. Un libro per clown, commedianti, attori, musicisti, giocolieri, burattinai, maghi, artisti di strada e ballerini. Qualsiasi forma abbia il tuo clown - teatro, teatro di strada, commedia, burlesque, magia, circo - il cosiddetto metodo Nalleslavski ti dà strumenti pratici per creare materiale che funzioni universalmente, oltre le barriere culturali e linguistiche.
P. Nalle Laanela, Stacey Sacks, Il manifesto del Clown, Funambolo Edizioni 2016


L'universo senza parole racconta la storia di ventiquattro celebri equazioni che hanno plasmato la matematica, la scienza e la società: dalla più elementare (1+1=2) alla più sofisticata (la formula di Black-Scholes sui derivati finanziari), dalla più famosa (E=mc2) alla più arcana (l'equazione dei quaternioni di Hamilton). Mackenzie spiega in maniera chiara che cosa ciascuna di esse significa, chi l'ha scoperta e come, e in che modo influisce sulle nostre vite, raccontando le storie curiose che si celano dietro la loro elaborazione. Scopriremo come una sigaretta di pessima qualità ha cambiato il corso della meccanica quantistica e come le balene, se potessero comunicare con noi, ci insegnerebbero uan geometria completamente diversa.
Dana Mackenzie, L'universo senza parole, Rizzoli 2016

10 giugno 2016

I nostri consigli

Yasmine Ajam è riuscita a sfuggire al suo passato lasciando il sobborgo di Bergort, a Stoccolma, e trasferendosi a New York. Ma proprio a Bergort, nella canicola di agosto, si sta scatenando una rivolta in cui è coinvolto anche il fratello di Yasmine, simpatizzante dell'ISIS creduto morto in Medio Oriente. Nel frattempo Klara Walldeen ha trovato lavoro in un istituto di ricerca a Londra e spera di essere al sicuro, ma ecco che prima il suo computer viene rubato, poi un collega muore dopo essere stato spinto sotto un treno della metropolitana. Troppo per essere una coincidenza, e anche Klara dovrà tornare a Stoccolma per trovare il bandolo della matassa che le si sta stringendo intorno.
Joakim Zander, Disordine, Bompiani 2016

"Era stata una lunga notte e nessuno dei due era riuscito a dormire. Era luglio, faceva terribilmente caldo ed eravamo entrambi sudati. O meglio: io sudavo, lei ansimava. E nella flebile luce di quell'alba estiva Lily, il cane che aveva condiviso la sua vita con me da quando aveva dodici settimane, alzò lo sguardo e mi disse che per lei era finita." Al cuore di Lily e il polipo c'è proprio questo, la storia di una fine, una perdita che per Ted Flask, alter ego dell'autore, si accompagna anche all'incomprensione di quanti trovano incredibile che si possa provare tanto dolore per la scomparsa di un cane. E allo stesso tempo queste pagine ci ricordano cosa significa amare qualcuno intensamente, quanto è difficile lasciarlo andare e perché le battaglie che combattiamo per quelli che amiamo sono le più importanti della nostra vita.
Steven Rowley, Lily e il polipo, Bompiani 2016

Le strade roventi popolate da orde di mendicanti, da cortei funebri, da bande militari tedesche che incedono con grande strepito, dai temuti Ussari della morte che sfilano in tutto il loro minaccioso splendore, da individui affamati e senza casa che si aggirano con espressione apatica, indifferente. Il gigantesco cantiere sulla Vistola dove gli operai - russi, ebrei e polacchi - si sfiancano sovrastati dal fragore delle onde, dal rombo dei macchinari, dal ruggito delle voci che sbraitano in varie lingue. È la Varsavia che accoglie Binyamin Lerner, reduce da nove mesi sul fronte galiziano nella fanteria dello zar. E più che mai deciso a sopravvivere, anche a prezzo della diserzione, a conquistare il suo destino in un mondo divelto dalle fondamenta: a contrastare, acciaio contro acciaio, l'inesorabile violenza della Storia.
I.J. Singer, Acciaio contro acciaio, Adelphi 2016

Ad Anna, graphic designer trentottenne, gli imprevisti non piacciono. È tutta la vita che calcola e prevede, e resta immobile nel suo mondo pur di evitare cambiamenti e scossoni. L'unico estraneo a essere stato accettato è Manel, il suo compagno, che molti anni prima e durante una crisi molto seria fra di loro è andato fino in Irlanda per riconquistarla e riportarla a Barcellona con sé. Da quando ha perso il lavoro, però, Nel vacilla: è distante e concentrato solo su se stesso, ha bisogno d'amore ma non riesce a scacciare la rabbia che gli monta dentro. Con lui vacilla anche la vita di Anna. Il portafoglio si svuota, un'inquilina inattesa richiede attenzioni e la famiglia è in panne: in quel momento arriva Teo, vent'anni, il futuro negli occhi e il mondo fra le mani. Lasciarsi trasportare o resistere? Sperimentare o no il tocco di quelle dita così leggere sulla tastiera di un cellulare? Nell'arco di sette mesi Anna ci racconta di se stessa e quel che la circonda con parole personalissime, a volte inventate, e con sguardo cinico che usa spesso per assolversi quando tutto il resto del mondo - se solo sapesse  - sarebbe pronto a condannarla.
Marta Rojals, L'altra, Rizzoli 2016

9 giugno 2016

I nostri consigli - Racconti

Non c'è teoria che tenga, non esiste manuale perfetto. Arrivati al limite dell'insegnamento, per forza di cose, ci si imbatte nella parabola del nuoto: per imparare a nuotare, si sa, non c'è altro metodo che buttarsi in acqua. Le Lezioni di nuoto di Rohinton Mistry seguono questa via. La piscina è lo scenario del Firozsha Baag, complesso residenziale situato ai margini di Bombay che è al contempo immaginario narrativo di tutto il percorso dell'autore indiano-canadese. Per entrarvi occorre un po' di riscaldamento, certo perché l'ingresso in acqua è di quelli gelidi, immersi come si è dalla prima pagina in un funambolico naufragare fra linguaggi e culture diverse, sapori e odori singolari, routine bizzarre e piccanti idiosincrasie. Ma a dialogare non sono soltanto i segmenti del più policromatico mosaico indiano, non solo le particolarità che rendono l'immonda spiaggia di Chaupatty più colorata delle profondità coralline delle Maldive; a ribaltarsi, a strizzarsi l'occhio sono le stesse prospettive che compongono il materiale umano del compound
Rohinton Mistry, Lezioni di nuoto, Racconti edizioni 2016

Ci sono universi prevedibili, dominati da leggi conosciute e rassicuranti. Poi ci sono universi in cui può succedere di tutto. Quello abitato da Rivka Galchen, evidentemente, è uno di questi: nei suoi racconti può capitare che i mobili di una donna decidano di separarsi da lei e rifarsi una vita da un'altra parte. Oppure che una moglie in crisi si senta in obbligo di soddisfare l'ordinazione di una cena da asporto fatta da uno sconosciuto che aveva sbagliato numero. O che a una ragazza spunti un terzo seno sulla schiena. O che facendo colazione al bar una giovane ingegnere conosca il suo futuro figlio. O che i dettagli di una transazione immobiliare raccontino un'intera esistenza più di mille parole. 
Rivka Gelchen, Innovazioni americane, Einaudi 2016


In questa raccolta di racconti composti tra il 1925 e il 1962, cioè lungo tutto l'arco della vita creativa dell'autore, i lavori giovanili di Evelyn Waugh accompagnano i testi più noti della maturità, alcuni dei quali saranno di ispirazione per i suoi romanzi maggiori.
Evelyn Waugh, Tutti i racconti, Bompiani 2015







"Una spolverata di cinismo, un pizzico abbondante di perfidia, una macinata di comicità sfumata al nero". È quanto scrive Santo Piazzese pensando a Recami, e descrive idealmente la commedia umana tratteggiata dallo scrittore fiorentino in questa raccolta di racconti, vero e proprio catalogo di caratteri esemplari, specchio deformante e disvelatore dell'indole nazionale.
Francesco Recami, Piccola enciclopedia delle ossessioni, Sellerio 2015

8 giugno 2016

I nostri consigli - Non-fiction

Fu nelle colonie greche del Mediterraneo, tra il VI e il V secolo a.C., che vennero formulate le prime congetture sulla sostanza fondamentale di cui è fatto il mondo. "Fisici" e filosofi erano alla ricerca dei principi costituenti dell'universo, e questa indagine - da Talete a Eraclito, da Parmenide a Democrito - condusse alle prime, originali risposte circa la natura e l'apparenza delle cose. Nell'indagare e descrivere una realtà sottostante e unificatrice, gli antichi greci erano come gli scienziati moderni. Ma, secondo il premio Nobel per la fisica Steven Weinberg, la somiglianza finisce qui. Infatti nessuno - a Mileto, a Efeso, ad Abdera o ad Atene - cercò mai di "spiegare" come le teorie sul principio fondamentale del kosmos rendessero conto delle apparenze, così come nessuno tentò di verificare o anche solo giustificare le proprie ipotesi. Non si trattava di pigrizia intellettuale: semplicemente, i greci non ne avvertivano la necessità e "non lo avevano mai visto fare".
Steven Weinberg, Spiegare il mondo, Mondadori 2016

"Siamo soli nell'universo?" è una domanda che lascia un senso di vertigine a chiunque. Amedeo Balbi, nato all'alba degli anni '70, se la pone fin da quando era bambino. All'epoca erano tanti gli stimoli che potevano suscitare questo genere di curiosità in una mente giovane ed entusiasta: il ricordo recente della corsa allo spazio culminata con lo sbarco sulla Luna del 1969, ma anche Spazio 1999Guerre stellariGoldrake... Oggi, a distanza di quarant'anni, Balbi è un astrofisico e, quando ammira il cielo stellato con stupore immutato, si pone sempre la medesima domanda. Che cosa potrebbe dire a quel ragazzino degli anni '70 per non deluderlo? Non c'è ancora una risposta definitiva, però la scienza ha fatto formidabili balzi in avanti e oggi abbiamo molti elementi nuovi per orientarci in quel luogo pieno di mistero e meraviglia che è l'universo.
Amedeo Balbi, Dove sono tutti quanti? Rizzoli 2016

Praticamente tutte le nostre funzioni biologiche possono essere ricondotte al modo in cui le molecole d'acqua si attraggono e danzano tra loro. Ogni luogo della Terra è saturo d'acqua o è stato in qualche modo forgiato da essa. L'acqua è la sostanza più comune che abbiamo: la usiamo quotidianamente nelle nostre case, ci cade addosso direttamente dal cielo e si muove in continuazione sotto i nostri piedi nelle falde acquifere; ma si trova anche allo stato gassoso nell'aria che respiriamo, liquida negli oceani e nei fiumi e solida nella neve e nei ghiacciai. Non stupisce che proprio l'acqua sia al centro dei rituali di quasi tutte le religioni. L'acqua è anche "semplice", o almeno così crediamo: H2O, una piccola molecola fatta di soli tre atomi legati tra loro. Eppure, a un esame più accurato, l'acqua risulta essere una sostanza più che mai sorprendente e straordinaria.
Alok Jha, Il libro dell'acqua, Bollati Boringhieri 2016

Come ha potuto il ragazzo che ho cresciuto con amore trasformarsi in un assassino? È la domanda angosciante che Sue Klebold si è posta per anni. Il 20 aprile 1999 suo figlio Dylan e l'amico Eric Harris erano entrati a scuola armati di bombe e pistole e avevano sparato ai compagni nel bar, in biblioteca, nei corridoi. Poi si erano suicidati, lasciando a terra tredici morti e ventiquattro feriti. Dopo lo sgomento, lo strazio, la vergogna e il rimorso, Sue ha iniziato un lungo percorso per tentare di venire a patti con una realtà inaccettabile. Ha letto e riletto i suoi diari e quelli di Dylan, scavato tra gli episodi e le conversazioni del passato, sezionando la sua vita famigliare con la precisione di un medico legale, cercando di comprendere cosa le fosse sfuggito, quali errori avesse commesso. La conclusione del suo lavoro, descritto con onestà spietata, è una verità difficile da accettare: conoscere fino in fondo i proprio figli è impossibile, e l'amore non basta a proteggerli dalla sofferenza psicologica.


Sue Klebold, Mio figlio, Sperilng & Kupfer 2016